“SAPER PENSARE PER POTER FARE”
“Per avere credibilità e affidabilità è necessario avere una buona organizzazione”.
Le trasformazioni sociali ed economiche, che caratterizzano la società contemporanea, producono nuovi bisogni, nuovi rischi che si aggiungono a
quelli già esistenti e, di conseguenza, una sempre più differenziata domanda sociale. La capacità di arginarli, da parte della società, richiede ancora
una volta il ricorso a risorse che nascono dal valore della solidarietà.
Il mondo dell’Associazionismo ha l’obbligo morale, partendo dalla consapevolezza dell’importanza delle proprie peculiarità e delle proprie
specificità nella costruzione di una società che sia solidale, prima che globale, di interagire con gli Enti Locali, le Istituzioni Scolastiche e le altre
realtà organizzative della società civile instaurando con essi un rapporto privilegiato attraverso il quale diffondere i propri valori, i propri principi e
le proprie metodologie operative.
“Vogliamo provare a costruire un’esperienza innovativa nel mondo dell’associazionismo e delle politiche sociali”.
Per farlo dobbiamo, in primo luogo, individuare e fissare principi, modelli di comportamento, pensieri condivisi che devono diventare le nostre linee
guida. Il primo passo è quello di costruire e acquisire una “forma di potere” che sia quella del “pensare e del saper fare” per affermare una cultura
del sociale, della partecipazione, delle competenze, del sapere, della solidarietà, del volontariato e che sia strumento per la diffusione di valori degni
di una società civile.
Fondamentale è riuscire ad attivare strumenti idonei per favorire la conoscenza dei bisogni del territorio e della domanda sociale che proviene, in
modo particolare, da chi è in condizioni di disagio; creare strumenti di crescita e di conoscenza per chi quotidianamente affronta il disagio nelle sue
molteplici articolazioni; far conoscere il sistema di offerta relativo alle soluzioni individuate e concretamente sperimentate per dare risposte valide
ed efficaci alle molteplici forme del disagio sociale.
L’approvazione della Legge 328/00, per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali, ha rappresentato una svolta per il
rinnovamento del sistema italiano di welfare: un punto di partenza per la creazione di nuove modalità di interazione tra pubblico e privato e di
produzione di interventi nel sociale.
Il principio cardine della legge è proprio il riconoscimento del ruolo della società civile, ed in particolare del Terzo Settore, nel concorrere al sistema
di risposte ai bisogni del territorio e della comunità.
Ciò ci porta a riflettere su uno scenario che si apre a sfide future:
La sfida fondamentale è quella di rilanciare forme di partecipazione e di consultazione territoriale che abbiano dignità nella fase decisionale,
valorizzando il ruolo propositivo e progettuale del Terzo Settore, per aumentare in quantità e qualità il suo ruolo nell’ambito dei settori d’interesse
delle politiche sociali.
Il Terzo Settore non può ridursi a soggetto destinatario di forme di esternalizzazione dei servizi a basso costo, su cui scaricare le responsabilità del
settore pubblico.
La crescita qualitativa del Terzo Settore è una strada da percorrere per la costruzione di un sistema di programmazione e di gestione delle politiche e
dei servizi sociali che sia garante, in primo luogo, di un metodo basato sulla legalità e sulla trasparenza, che non si presti, quindi, alla logica del
clientelismo, con un danno per i servizi e i cittadini, ma al contrario diventi punto di resistenza al decadimento delle politiche sociali e momento di
rilancio di una diversa prospettiva. ASSOCIAZIONE “IO, NOI” PRESIDENTE Dott. Vincenzo TAURINO
Centro Studi, Ricerca e Progettazione Sociale
Via Porto Romano, 3- 00054 FiumicinoTel. 06.65499252 - 3208594921Fax 06.6520591 E.mail: centrostudi@ionoi.org
Download pdf